21 set 2014

Web Summit 2014: MamaClean tra le Startup selezionate nel BETA Program

C'è anche MamaClean tra le Startup italiane partecipanti al Web Summit 2014. Il Summit, che si terrà dal 4 al 6 Novembre 2014 a Dublino, rappresenta la più grande conferenza d'Europa in ambito tecnologia e innovazione, un appuntamento imperdibile che attrae aziende, investitori e media da tutto il mondo.

Oltre che finestra sul futuro e punto d'incontro per le più importanti personalità dell'ambito tech, il Web Summit è anche un'importante vetrina per le giovani aziende con ambizioni di crescita internazionale e siamo felici di essere stati invitati a prendere parte alla selezione BETA, formata da un numero ristretto di Startup ad alto potenziale che hanno mostrato importanti risultati di crescita nell'ultimo periodo.

A rappresentare l'Italia al Summit ci saranno anche altre Startup dalle grandi qualità e dal brillante management con cui ci auguriamo di creare occasioni d'incontro. Le fila del contingente italiano si andranno infoltendo nei prossimi giorni e saremo felici di aggiornare questo post con un elenco di esse non appena disponibile, in modo che anche voi possiate informarvi su di loro.

Per maggiori informazioni su Web Summit e per partecipare come visitatori o aziende visitate la pagina ufficiale http://websummit.net/ e scrivete alla nostra pagina Facebook se ci sarete anche voi: non vediamo l'ora di conoscervi e fare quattro chiacchiere di persona!

24 giu 2014

I Maestri di Stile - Alexander McQueen: l'hooligan dell'alta moda




“A fine giornata rimango solo con il vero me, quello che vedrete è quello che potrete avere”.

Alexander McQueen è stato uno dei designer più controversi e avanguardisti degli ultimi 20 anni, uno dei pochi ad aver rivoluzionato le regole del gioco nell’arena dell’alta moda.
Si è formato all’interno di maison come Romeo Gigli e Givency, dove è stato direttore creativo fino al 2001 e dove ha conciliato l’eredità parigina del marchio con l’irriverenza inglese che lo ha sempre contraddistinto.
Nel 2002 fonda la Alexander McQueen, stanco di sentirsi imbrigliato in una gabbia dorata dove la sua creatività non poteva essere espressa in tutto il suo potenziale.




La genialità e la sregolatezza dello stilista raggiungevano il loro apice durante le sue sfilate che non si limitavano più a essere semplici passerelle, ma diventavano vere e proprie installazioni artistiche dove chi vi presenziava aveva la sensazione di assistere ad uno show.

E’ ancora sulla bocca di tutti la passerella del 2006 dove un gruppo di modelle e ballerini corsero e danzarono in una incalzante coreografia ispirata al film di Pollack “Non uccidono così anche i cavalli?”.
Sempre nello stesso anno, ma per la collezione autunno inverno, la sfilata si tramutò in un vero e proprio set cinematografico con tatto di temporale autunnale ricreato ad hoc: le modelle avanzarono nei loro altissimi tacchi attraverso muri di acqua.





Alexander McQueen aveva l’abitudine di non presenziare mai ai propri after party, diceva infatti che le pubbliche relazioni non erano più un suo problema e che lasciava ad altri questo pesante compito. Questa sua avversione per il jet set non gli impedì però di stringere profonde amicizie con modelle e attrici con le quali era solito intrattenersi in cene private in cui cucinava personalmente.

Tra le sue muse c’era anche Kate Moss, che si prestò per una delle scenografie più memorabili dello stilista: una gigantografia della modella ricreata grazie ad un ologramma in 3d che volava come un fantasma sopra gli spettatori durante tutta la sfilata e interagendo di quando in quando con le modelle che calcavano la passerella.




McQueen si spense nella sua casa di Londa l’11 Febbraio 2010, pochi giorni dopo la morte della madre Joyce. Egli rappresentò per anni la superba qualità della sartoria britannica, la commistione di rigore assoluto nelle forme in contrapposizione ad accessori futuristici e, a volte, grotteschi ( vedi la sua venerazione per i teschi e i cimiteri).

La sue creazioni sono state per anni motivo di orgoglio nazionale in Inghilterra e la sua figura è sempre stata paragonata a quella di un genio, di un pirata moderno o, meglio ancora, dell’hooligan dell’alta moda. 



21 giu 2014

Una Milano Straordinaria - Antonio Pintus: una città che sa di vita





Una Milano Straordinaria vista attraverso gli occhi di chi questa città la ama, ma non la abita e tra i suoi vicoli si perde volentieri. 

Gli occhi di chi rimane impressionato davanti alla magnificenza e all'ordinarietà di una città che sembra avere due anime dicotomiche: quella silenziosa dei grandi palazzi e quella rumorosa della folla frenetica. 

Commenta le foto sul nostro Instagram e scrivici a info@mamaclean.it per proporci la tua Milano Straordinaria.



Antonio è un ragazzo dicotomico quanto i suoi scatti: un informatico appassionato di scrittura e poesia. 

"Ma tu Antonio che lavoro fai?
 Sono un informatico

 Si, ma... in pratica cosa fai?
 In pratica, cerco di ammaestrare i miei quarant'anni."


Sardo, vive a Cagliari, è  co-fondatore della startup Paraimpu.com e si destreggia tra i meandri del web e quelli degli obiettivi. 

"Vivendo in Sardegna, Milano non è una città che conosco benissimo ma che, ultimamente, ho trovato davvero bellissima ed interessante, un piacere viverla per qualche giorno. Mi piacciono i contrasti, quindi passare dal canto del vento sardo all'ordinato brulicare milanese mi provoca reazioni positive che sanno di vita."

E' affascinato dalle piccole cose che danno alla giornata "un sapore di vita"... un po' come il caffè o il cioccolato fondente. 

17 giu 2014

Christian Louboutin: lo stilista con il mondo ai suoi piedi





L'approccio di Monsieur Louboutin alle sue creazioni può senz'altro essere riassunto nelle sue parole: "con queste scarpe non si può pensare né di camminare, né tanto meno di correre, sono state realizzate per restare sdraiate".
La sua creatività trasgressiva ispirata alle luci di Parigi e ai suoi nightclub hanno portato un ragazzo che disegnava modelli per scarpe da ballo al comando di un impero che vende 500.000 paia di scarpe all'anno. Il segreto del suo successo non è di sicuro da ricercare nella comodità, tanto più che la scomodità cronica viene definita dalle addicted un valore aggiunto e lo stesso stilista afferma che “il comfort è un concetto orribile”.





Sicuramente un valore aggiunto più piacevole è l'inconfondibile suola rosso fuoco, anzi per l'esattezza rosso Pantone 186c, la cui genesi è ormai diventata leggenda (tanto da spingere la maison ad intraprendere una causa legale per l'uso esclusivo della particolare caratterista della suola). 
"Qualcosa non andava e ci misi qualche tempo per comprendere: la colpa era della suola nera. Strappai dalle mani della mia assistente un flacone di smalto per unghie rosso e lo rovesciai dietro alla scarpa. Grazie al colore, il modello prese vita: così nacque il mio marchio di fabbrica". 






Tralasciando le implicazioni legali, quello che che è certo è che ogni creazione di Monsieur diventa un diktat sui red carpet mondiali: non si annovera celebrity che non ne abbia indossato almeno un paio. Infatti il legame tra lo stilista e star come Dita Von Teese, Kate Moss, Victoria Beckham o Blake Lively è così profondo da poter essere paragonato a quello che gli artisti hanno con le loro muse tanto che la collezione del 2007 era intitolata semplicemente "Blake". 
La consacrazione è arrivata anche da Jill Abramson, primo direttore donna del New York Times, che in uno dei suoi editoriali ha affermato “te le infili e non temi più nulla”.




Nel 2011 la casa editrice Rizzoli dedica allo stilista un libro omonimo i cui testi sono scritti di primo pugno da John Malkovich, suo amico personale , e le cui fotografie sono panoramiche e still life ideate dal fotografo Philippe Garcia e dal regista David Lynch. All'interno del libro è presente anche una intervista allo stilista che esordisce dicendo che "una donna può anche indossare i suoi abiti, ma sarà la scarpa a portare la donna". 



Louboutin ha esplorato nuovi confini nel mondo delle scarpe, infischiandosene di tutti quelli che erano stati i canoni del settore fino a quel tempo. Ogni collezione sembra disegnata per farci immergere in un mondo parallelo dove tutto è possibile, dove una scarpa ha poteri magici e dove puoi avere il mondo ai tuoi piedi.  


14 giu 2014

Una Milano Straordinaria - Omar Palatella: tra i volti quotidiani


Milano si sveglia tra visi assonnati e affaristi impegnati


Una Milano Straordinaria si perde tra i volti delle folle, rubando attimi di quotidianità a chi, inconsciamente, rende poetica anche la frenesia di tutti i giorni. 

Ci sono quelli che si affrettano con l'aria di chi è nato in ritardo, amiche che condividono una risata complice oppure bambini che dolcemente canzonano i grandi del marketing. 

Commenta le foto sul nostro Instagram e scrivici a info@mamaclean.it per proporci la tua Milano Straordinaria.


Omar Palatella

Omar Palatella fa l'insegnante di sostegno e ti racconta di come questo lavoro sia uno stimolo e una soddisfazione costante per lui e di quanto, incondizionatamente, lo ami. Si divide tra scuole diverse e ragazzi per poi tornare ogni sera dal suo di ragazzo, un fantastico ometto di nove mesi. 

Si è avvicinato alla fotografia da poco, ma è stata una passione travolgente per lui tanto da arrivare a dirti "Col passare del tempo ho iniziato ad osservare e non più a vedere. I miei occhi e la mia mente sono nella continua ricerca di una composizione, di un dettaglio, di una storia da raccontare e da catturare in un click, penso sia questa la magia...".

Le sue composizioni nascono sempre dall'incontro tra la città e i volti, come se non potesse esistere l'una senza gli altri e viceversa: è un rapporto simbiotico. 

"In quasi tutti i miei scatti vi sono persone che compiono gesti quotidiani, alle volte l'istante prima di un gesto... qualcuno solo, assorto dai pensieri o emarginato, altri mischiati nella folla, ma come sfondo c'è sempre una storica zona di Milano, un punto, una strada o appunto uno scorcio".


Milano, la moda e l'arte



Controcorrente













09 giu 2014

Nati con la valigia: Riccardo, in partenza per Hong Kong con MamaClean



"More red please". Mastico bene l'inglese, ma nulla in confronto a come lo bevo. Ho Londra alle spalle e il Gate alla mia destra, partenza ore 18:35 destinazione Milano e poi subito MARE. Ho la borsa del weekend pronta da settimane, seduta sulla poltrona come un Piano divenuto Speranza e infine trasformatosi in soprammobile Portafortuna. Ma questo weekend è quello buono, grigliata di pesce con amici e calcetto in spiaggia compresi.

Al Gate i turisti si accodano ed io, come un giovane veterano, temporeggio giusto il tempo di finire il mio merlot. Giusto il tempo di un Blackberry che trilla con il nome del capo sullo schermo per rimettere la borsa del mare nel mondo dei desideri di cui è piena: niente spiaggia, niente weekend, ho 48 ore per tornare a Milano e sbrigare due report urgenti prima di una settimana di crisis management a Hong Kong. Li non c'è il mare per quanto ne so, c'è solo uno specchio d'acqua che vibra 48 piani sotto le finestre del nostro ufficio.


Accendo la modalità aereo un istante dopo aver scritto del mio ennesimo "bidone" ad amici e parenti (due ore di iato sbolliranno gli animi, spero) e mi dedico all'organizzazione della missione asiatica con una fissa: come faccio con la valigia? Ho ancora i capi estivi negli scatoloni e una montagna di camicie usate un po' nel trolley londinese e un po' nella cesta milanese. Senza contare i completi e le giacche casual. Certe coincidenze astrali superano anche le mie capacità di organizzazione.

Ho 24 ore, per di più a cavallo del weekend, per rimettere a nuovo almeno 4 completi, 10 camicie e 3 jeans. Nella peggiore delle ipotesi, per il resto c'è Mastercard. Ma come faccio? So che c'è in teoria una soluzione perché ho ricevuto un paio di e-mail da parte di questa nuova cosa chiamata MamaClean e so che val bene una prova perché il mio collega Daniele mi fa una testa così da settimane su quanto si trova bene. Maledico il progresso che mette per strada auto senza guidatore ma non concede la Wi-Fi sui voli di linea, meno male che Milano è proprio sotto di noi e stiamo per toccare terra!

La riaccensione dell'antenna porta gli attesi insulti degli amici bidonati, alcuni ricchi di parole di cui avevo dimenticato persino la pronuncia ma, ora come ora, penso solo a gestire questo benedetto carico di lavanderia notturno. Sono sul sito mobile, mi registro e aggiungo alla Laundry Bag abbastanza camicie da vestire tutto il volo Cathay Pacific di domenica sera. Commento imperativo è "PIEGATE GRAZIE", altrimenti non vale nemmeno la pena continuare.

Saranno l'ora tarda e il rumore della tangenziale che non mi ricorda affatto il mare ma sono in vena di rassicurazioni. Sono le 22:15 e vedo la chat attiva... figurati se funziona! Esordisco digitando qualche lettera a caso solo per testare la cosa e tempo 5 secondi tale Marco mi chiede come può aiutarmi. Mi scuso subito per l'inizio privo di classe ma oggi sono spiccio e ho giusto 15-16 domande da fare prima di affidare il destino del mio viaggio in mano a sconosciuti. Marco è sorprendentemente sveglio (data l'ora, non solo fisicamente) e risponde subito a tutte le domande. Ottimo, ora sono davvero pronto e ho già inserito lo sconto sul primo acquisto che porta provvidenzialmente il mio conto appena sotto le tre cifre. Il sito mi dice che la consegna sarebbe prevista per lunedì ma non me ne curo, ho già spiegato il mio problema a Marco che mi ha garantito una consegna Domenica entro le 18:00.

Crisi risolta, acquisto fatto, e-mail di conferma arrivata e SMS di Mastercard ricevuto proprio mentre varco la soglia del mio appartamento. Oh amata borsa del mare, non è ancora venuto il tuo momento. Ammasso i capi per il ritiro di domattina alle 8:30 nella prima busta di carta che trovo e, con il cuore un po' più leggero, inizio a mettere in valigia il poco di pronto che già ho. Bermuda da mare compresi, mi piace pensare che stavolta sarà quella buona.

Nati con la valigia: Valeria, in partenza per Shanghai con MamaClean



Ho già un piede fuori dall’ufficio e Stefano mi urla, anzi mi sbraita, di tornare indietro.

“Domani sera parti e vai a Shanghai, controlla che non abbiano fatto un casino anche questa volta."

Che poi partire non è neanche un problema, quello vero di problema è lo status quo di una casa abbandonata a se stessa per due settimane di fila e quello che ne consegue.

Siamo onesti, mettersi il costume invece degli slip perché è l’unica cosa rimasta nell’armadio non è esattamente il sogno di una vita. Eppure eccomi qui con un bellissimo due pezzi a stelle marine sotto un tailleur in fresco di lana che di fresco ha solo il nome.


Il meteo m’illumina sugli afosi 31 gradi di Shanghai e io rifletto con circospezione sugli ultimi capi puliti che mi rimangono: numero 2 maglie di seta e due paia di jeans dell’anteguerra.
Così guardo il lato positivo e penso che quantomeno perderò tre chili solo per la sauna che mi auto-infliggerò nei prossimi due giorni vestita come una londinese alla corte dei Borgia.
E mentre accendo la tv mi viene in mente che la scorsa settimana a Stefano sono arrivate in ufficio tutte belle impacchettate le camicie che prima toccava a me andare a prendere dalla lavandaia dietro l’angolo. Ok, ragiona Giulia , fai mente locale: borsa azzurra, copriabito azzurro. Mamaqualcosa... MamaClean, eureka!

Sono sul sito, ce la posso fare. Mi chiedono cosa voglio mettere nella "Laundry Bag", modo esotico di chiamare nient'altro che il carrello virtuale, e per un attimo spero di trovare da qualche parte l’opzione “intero armadio”. Faccio l’inventario, conto i morti tra cui la maglia-vestito McDonald di Moschino per cui sono stata sveglia fino a mezzanotte pur di riuscire ad averla. La inserisco nella Laundry Bag allegando un commento diplomatico: “ Se me la rovinate vi taglio le mani”. Mentre lo scrivo mi si apre il pop up di una chat e penso che questi di MamaClean prendano sul serio le minacce.
Un certo Marco, il mio Assistente Personale online, mi chiede come può aiutarmi. Mi spiega anche come catalogare la maglia-vestito e altre piccole dritte per la prossima volta che incasso con piacere.
Il buon Marco mi coccola un po’ e mi dice che non mi devo preoccupare per il vestito e per tranquillizzarmi mi lascia anche il numero di per poter contattare l'Assistenza Clienti su Whatsapp quando non sarò sul sito.

Marco, mi rivela anche che ho 10 euro di sconto sul primo ordine! Marco virtuale, io ti amo già un po', non è che oltre a essere il mio Assistente Personale vuoi anche uscire con me? Anzi meglio di no, sarai un galantuomo ma di maschietti che passano le serate a chattare ne conosco già qualcuno di troppo...

“Conferma ordine”. Tutto qui? È andata?
Non ci credo ancora. Saluto Marco dicendogli che è stato breve ma indimenticabile poi torno alla valigia e penso al fatto che, non fosse stato per MamaClean, domani avrei probabilmente preso una forbice e fatto dei miei poveri jeans un paio di shorts.

Suona il campanello e si presenta un ragazzone alto due metri e tutto un sorriso. E' proprio vero che questi di MamaClean fanno le cose in grande.